Ultima modifica: 20 Febbraio 2019
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Ricordo di Carnevale

“A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE”

Questo modo di dire, trae origine da ciò che accadeva durante i primi festeggiamenti del Carnevale già in epoche molto remote. Per esempio, durante i festeggiamenti della Repubblica di Venezia, i giorni del Carnevale erano giorni di concessioni, di divertimento, di baldoria e di trasgressione delle regole sociali. Proprio per questo era lecito fare scherzi di ogni tipo. A quei tempi, a Venezia si usava vestirsi con un mantello nero che arrivava fino ai piedi e si indossava una maschera rigida bianca o nera, che rendeva irriconoscibile il volto. La maschera era larga alla base e consentiva di mangiare senza doverla togliere, mantenendo quindi l’anonimato. Vestiti in questo modo, si poteva andare in giro per la città facendo scherzi e dispetti a chi si voleva, senza essere riconosciuti. Succedeva anche che delle persone venissero picchiate o ferite, senza che si potesse dare la colpa a nessuno perchè non si sapeva chi si nascondesse dietro alle maschere.

Mia nonna, che da piccola abitava a Venezia, mi ha raccontato questa storia, che parla proprio del significato del detto “A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE” …

LA STREGA E LA MASCHERA

Quando da piccola abitavo a Venezia, il martedì grasso io e le mie sorelle ci vestivamo in maschera. Prendavamo degli scialli neri dall’armadio della mamma e li usavamo come mantelli. Erano talmente grandi, o noi talmente piccole, che ci arrivavano fino ai piedi… questo scialle era detto IL TABARRO. Le maschere, chiamate anche BAUTE, venivano fatte di cartone e, solo chi era più fortunato, le poteva dipingere con del rossetto o acquistarle già pronte in cartapesta o in gesso. Vestite così, nessuno riusciva a riconoscerci e noi ne approfittavamo per andare in giro a divertirci e a fare scherzi. La sera si usava andare in giro per l’isola, bussando alla porta delle case e le signore ci aprivano e ci offrivano delle frittelle deliziose! In una di queste case, abitava una vecchietta, che tutti dicevano che fosse una strega. Nessuno aveva mai avuto il coraggio di avvicinarsi alla sua porta ma un anno, assieme alle mie sorelle e a delle nostre amiche, siamo andate davanti casa sua. Una volta lì, nessuna di noi aveva il coraggio di bussare. Allora, alcune di noi, impaurite, hanno cominciato a spingere le più piccole davanti, in modo che bussassero loro… ma, con una spinta troppo forte, siamo andate a finire contro il vetro della porta …e lo abbiamo rotto! La vecchia strega è corsa fuori e noi, morte di paura, siamo scappate a gambe levate!!!

Quella sera, sulla via di casa, abbiamo trovato mio fratello maggiore con i suoi amici… loro erano più grandi e non erano vestiti in maschera… aspettavano queste occasioni solo per trovarsi una bella fidanzata! Mia sorella Luigina, che era particolarmente in vena di fare scherzi, è piombata addosso a mio fratello e ha cominciato a stuzzicarlo e a dargli dei gran pizzicotti e tirate di capelli, correndogli intorno e ridendo come una matta! Mio fratello, che non l’aveva riconosciuta e che non aveva reagito essendo quella maschera comunque una bambina, era tornato a casa tutto arrabbiato e scompigliato dicendo ” SE SCOPRO CHI SI NASCONDEVA DIETRO A QUELLA MASCHERA INDEMONIATA, LO PRENDO E LO BUTTO IN CANALE !!! “

Adesso mia sorella Luigina ha 80 anni e mio fratello purtroppo non c’è più… ma in tutti quegli anni nessuno gli ha mai detto chi si nascondesse dietro a quella maschera!

L. B. per i G.P.S. Carpaccio

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